Viagrande. La rotatoria all’ingresso sud del paese Spostati più a valle i “massi della discordia”

I massi collocati, ultimamente, all’interno della rotatoria esistente nei pressi del monumento della Madonna della strada, all’ingresso sud del paese, facenti parti di un progetto per ammodernare l’arredo urbano dell’intera zona, sono stati spostati più a valle, rispetto alla loro prima collocazione. Come si ricorderà, appena essi sono stati collocati, sono nate proteste da parte dei cittadini e dei consiglieri dell’opposizione , i quali, con una circostanziata interrogazione, vivacemente dibattuta nell’ultimo consiglio comunale, ne avevano chiesto la rimozione. Anche su facebook, le polemiche non sono mancate. Adesso, per fortuna, è prevalso il buonsenso: grazie anche alla fattiva collaborazione del titolare dell’acquedotto DiStefano, che ha adottato le 2 rotatorie e l’aiuola antistante il monumento alla Madonna, i massi ritenuti più pericolosi, sono stati spostati più a sud e, cioè, in una posizione che garantisca una maggiore sicurezza. L’amministrazione comunale, nella persona del sindaco Francesco Leonardi, intanto, ha chiesto- e ottenuto- una ulteriore segnaletica luminosa per indicare, agli automobilisti che provengono dalla parte nord di via Garibaldi, l’esistenza della rotatoria che, purtroppo, è nascosta da un “dosso” naturale e, all’interno della quale, sono andate a finire, nottetempo, numerose autovetture. Per non andare molto lontani, l’altro ieri notte, un’ ulteriore autovettura ha centrato il cordolo in pietra lavica della rotatoria ed è poi schizzata sul cordolo dello spartitraffico destro , rispetto al monumento della Madonna. Inutile aggiungere che carabinieri, polizia locale, assessore alla viabilità e semplici cittadini si auspicano che, soprattutto nottetempo, gli automobilisti facciano maggiore attenzione alla segnaletica che impone una velocità massina di 30 km orari e che indica, chiaramente, l’esistenza della rotatoria, anche se poco visibile.
Paolo Licciardello “La Sicilia” del 8 Agosto 2017 (pag. 30)