Strade senza manutenzione diventate “percorsi di guerra”

MILANO 26 Dic 2010 - BUCHE, STRADE DISSESTATE, NELLA FOTO VIA CELORIA ATT SAVOIA FARAVELLI CATTANEO p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate - MILANO 2010-12-26 BUCHE, STRADE DISSESTATE, NELLA FOTO VIA CELORIA BUCHE NELL' ASFALTO E PAVE' DISSESTATO PER LE VIE DI MILANO - fotografo: Enrico Brandi / Fotogramma / Fotogramma

Che le strade dell’hinterland non siano un velluto è cosa assodata buche, avvallamenti e dissesti non risparmiano ne le strade comunali ne quelle provinciali (soprattutto queste ultime) che in molti tratti diventano un vero e proprio “campo di patate” costringendo a continui slalom. Basta fare un giro in auto e ci si accorge senza difficoltà che da Mascalucia a San Giovanni La Punta, da Tremestieri a Viagrande, da Valverde a San Gregorio, San Pietro Clarenza a Pedara, da Aci Catena ad Acireale, le strade sono impercorribili. E i danni ai mezzi in aumento con l’incremento di lavoro di meccanici, gommisti e carrozzieri. Senza parlare degli incidenti causati proprio dalle condizioni del manto stradale. E sono proprio questi utenti della strada ad alzare la voce, attraverso segnalazioni al nostro giornale, ma anche alle varie Amministrazioni comunali che laconicamente spesso rispondono: «Non abbiamo fondi per la manutenzione», oppure «Quella strada è provinciale e la competenza è della Città metropolitana di Catania». «L’altra sera-racconta Carmelo,34enne impiegato di Aci Catena-ho rischiato di essere investito lungo la strada che collega Aci San Filippo a Ficarazzi. Mi sono dovuto allargare per evitare delle crepe sull’asfalto». «Oramai posso definirmi un campione della gincana-spiega il sign. Pulvirenti, abitante in via Lazzaretto ad Acireale-. Percorrere la via Cristofolo Colombo con l’auto è come andare su una strada rurale; devo stare attento ad evitare le buche». Per chi gira per le strade etnee con uno scooter si tratta di una roulette russa ogni volta che si gira la chiave. Sono tanti i sindaci dei centri etnei che non risparmiano critiche alla Città Metropolitana sulle condizioni in cui versano alcuni arterie provinciali. Oltre alle condizioni relative al manto stradale, è emergenza anche a causa dei furti di cavi di rame che hanno lasciato al buio diverse arterie. Dunque, le strade cittadine sono sempre più a rischio incidente, proprio a causa dei manti stradali danneggiati per l’assenza di un’adeguata attività di manutenzione. Proprio a causa delle buche e della situazione di dissesto, almeno il 50 per cento di utenti della strada rischia di rimanere coinvolto in un incidente, che resta il secondo pericolo più avvertito dalla popolazione, dopo il furto in casa, ma prima di rapina, scippi e aggressioni, secondo alcuni recenti sondaggi. Nessun territorio comunque in provincia è immune dal problema della viabilità sconnessa a causa di buche createsi nelle strade. Vuoi per le condizioni atmosferiche, vuoi per la cattiva manutenzione o ancora per la scarsa qualità del prodotto utilizzato per la realizzazione dell’asfalto. I motivi sono molteplici ma le cause alla fin fine, hanno un importanza molto relativa. Il dato di fatto è solo uno: i fruitori delle strade spesso si ritrovano ad affrontare fra mille peripezie uno spostamento con il proprio mezzo e magari ci rimettono anche con un guasto al mezzo. E ogni giorno diventa sempre più difficile. «In mancato investimento in opere stradali di questi ultimi anni-commenta il sindaco di Valverde Saro D’Agata- ha generato una situazione diffusa di dissesto delle nostre strade di cui oggi paghiamo le conseguenze. E’ oggi necessario mettere mano a un piano straordinario di salvaguardia delle nostre strade». Sarebbe tra l’altro un incentivo per l’economia, specie in un settore da molti anni in cronica sofferenza.

“Carmelo Di Mauro” “La Sicilia” del 8 novembre 2017 ( pag.42)                                        

 

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