Il monaco del quadro pregò e fermò il vento

Quando  assistette per la prima volta al “prodigio” di San Mauro, Franco Faniuolo, da  Putignano(Bari), aveva 21 anni, adesso ne ha 54 :sono trascorsi 33 anni, ma egli di questo evento straordinario, ne racconta i particolari,  come se fosse capitato ieri l’altro:  sempre con la medesima genuinità, la medesima determinazione e il medesimo pathos, riuscendo a coinvolgere chi lo ascolta.

A noi lo aveva narrato per questo giornale  33 anni or sono, lo ha raccontato nuovamente, in questi giorni di festeggiamenti in onore di San Mauro visto che la sua impresa è  stata incaricata di installare le imponenti luminarie di via della Regione e Piazza S. Mauro.

  << La notte del 12 gennaio del 1987– racconta Franco Faniuolo- io e mio padre eravamo intervenuti in piazza S. Mauro per cercare di mettere in sicurezza le luminarie che, a causa di  una terribile tempesta di vento, ondeggiavano paurosamente   rischiando di precipitare a terra. Non sapevamo cosa fare, quando, improvvisamente, dalla porta  di sinistra della chiesa  vedemmo uscire un monaco scalzo:  si inginocchiò  e iniziò a pregare: gli urlammo di andare via. Rimane  un paio di interminabili  minuti,: il vento, solo  in piazza, come d’incanto,  si  placò. Il monaco rientrò in chiesa, sebbene  nelle strade laterali le raffiche continuarono.  La mattina successiva, assieme a mio zio,  andammo  in chiesa a ringraziare  il parroco Cavallaro per le preghiere della notte. Il parroco rispose: “Quando mai, io non mi sono mosso dal mio letto!”>>

Qualcuno aprì la porta che dalla sagrestia  immette nella Chiesa, da dove si ammira il quadro  di San Mauro: i Faniuolo, in coro, tutti tremanti, sbottarono:<< Ma padre Cavallaro, il monaco che abbiamo visto inginocchiarsi sul sagrato della Chiesa, ieri notte, è proprio quello raffigurato nel quadro.>>

Don Giuseppe Guliti, allora undicenne, ed oggi  sacerdote stimato e apprezzato e l’ex parroco Cavallaro hanno testimoniato che << i fatti si sono svolti esattamente come narrati da Franco Faniuolo.>>

“La Sicilia”20 Gennaio 2020 (pag.X)

-Paolo Licciardello-