Quando anche le piante, ferite, cominciano a piangere

E’ mezzogiorno, un mezzogiorno che regala un caldo fuori stagione. Da poco nella Chiesa madre si è conclusa una celebrazione religiosa e alcune persone si soffermano in piazza S.Mauro, accanto agli alberi sottostanti al sagrato della Chiesa madre ed esattamente accanto all’albero che vedete nella foto: assieme ad altri alberi , sono stati “ brutalmente decapitati da una orribile e scriteriata capitozzatura e stanno gridando vendetta al cielo” come scrive sui social l’esperto prof. Giuseppe Sperlinga.Le persone che sostano accanto all’albero vengono attirati dal rumore di uno strano gocciolamento , come se dal cielo venissero giù gocce di pioggia. Ma il cielo è terso. Dopo un primo momento di smarrimento, le persone guardano attentamente i rami capitozzati delll’albero( un ficus), e si accorgono che, dalle cime di tre rami monchi, gocciolano, lentamente, ma con ritmi costanti, quasi fossero lacrime trattenute, stille di linfa. Naturalmente in tutti i visi delle persone si notano segni di imbarazzo. Fra i presenti c’è Carmelo, uno che di piante se ne intende e sbotta:<< Ma perché vi state meravigliando: l’albero attraverso i suoi rami sta versando lacrime, sta cioè piangendo a causa della capitozzatura fuori stagione , reagisce esattamente come una persona quando viene colpita e ferita. E piange.>>

Paolo Licciardello

“La Sicilia” 03 Febbraio 2020 (pag. IX)