Viagrande, lettera dei commercianti al sindaco: «Turno di riposo la domenica».

Pare che a Viagrande il Covid-19 abbia provocato effetti in controtendenza, rispetto al resto d’Italia: alcuni titolari degli esercizi commerciali, durante le obbligate chiusure domenicali effettuate nel periodo di contagio, hanno riscoperto la bellezza e il fascino della vita in famiglia e auspicano che la domenica sia decretata come riposo settimanale. Così è stato dato il via a una raccolta di firme in calce a una lettera da inviare al sindaco Francesco Leonardi il cui contenuto, per sommi capi, è il seguente: «L’emergenza Covid-19 ha condizionato e, verosimilmente, continuerà a condizionare ancora per molto tempo, gestione e apertura delle attività commerciali di Viagrande; la necessità e il desiderio di trascorrere un congruo tempo con le famiglie, tanto per i titolari e legali rappresentanti, quanto per i dipendenti  o collaboratori; l’interesse di tutti i richiedenti ad operare secondo correttezza e buona fede reciproca; l’accordo di tutti i richiedenti ad individuare la domenica quale giornata di chiusura settimanale». La richiesta di chiusura domenicale sino a oggi, è stata firmata da circa 1’80% dei titolari degli esercizi commerciali, convinti ella loro scelta. Ecco le risposte di alcuni interessati: «Abbiamo riscoperto il fascino della vita familiare nei giorni festivi e ci piacerebbe continuare a poter trascorrere le domeniche in famiglia», così si è espressa la signora Melina Barca e il figlio Davide Scalia titolari di un panificio invia Garibaldi. «Io lavoro oltre all’intera settimana anche tutte le domeniche e nei giorni festivi da circa trent’anni e vi posso assicurare che è davvero stancante non poter usufruire di una sola domenica di riposo da poter trascorrere con la famiglia, il pensiero di Carmelo Alfio Nicolosi, titolare di un supermercato di piazza Chiesa Antica. Anna Ragusa Felicini gestisce la salumeria del marito: «Sono d’accordo ma dobbiamo chiudere tutti, nessuno escluso». E, credo, che stia tutto qui il maggior ostacolo per poter ottenere quanto richiesto da coloro che hanno firmato: infatti alcuni titolari sono contrari poiché – dicono – riescono a lavorare con il turismo di transito proprio durante le domeniche. Paolo Licciardello. “La Sicilia” del 7 giugno 2020