Itinerari  

   Pro Loco
  Home
  Componenti
  Sede
  Calendario
  Rassegna stampa
  Come raggiugerci
  Foto&Video
  Unpli Catania
  Unpli Sicilia
   APT catania
 

   Documenti
  Lo statuto
  Protocolli d'intesa
  Storia e cultura
 

   Servizi
  Convenzioni UNPLI
  Convenzioni  locali
  Link utili
 
 
  Informazioni
  Orari d'esercizio
  Numeri utili
  Il Comune
  Le Associazioni
 

  News ed Eventi
  Eventi periodici
  Ultimissime
 

  Per il turista
  Alberghi e B&B
  Ristorazione
  Borgo Scalatelli
  Borgo Viscalori
  Monte Serra
  Villa di Viagrande
  Le ville
  Le chiese
  Luoghi da visitare
  Itinerari e vicini
 
 
Screen   800x600
  Itinerario di un giorno

 

 

Itinerario di un giorno

 

            Ore 09 : 00 :    Raduno alla Pro Loco di Aci S. Antonio.

 

 

Ore 09 : 15 :    Colazione presso la pasticceria “ Miraglia”

 

 

Ore 09 : 30 :    Visita delle chiese e della bottega artigianale del carretto

                          siciliano.

 

 

Ore 11 : 30 :    Trasferimento ad Aci Bonaccorsi e visita delle chiese di S.  

                         Antonio e della Chiesa  Madre.

 

 

Ore 13 : 00 :    Pranzo al ristorante “La Cascina” di Aci Bonaccorsi con 

                         piatti tipici della zona o al “Piccolo Mondo” di Viagrande.

 

 

Ore 16 : 00 :    Visita  della  Chiesa  Madre  di  Viagrande  e   della  Villa            

                         Comunale.

 

 

Ore 18 : 00 :   Trasferimento a Pedara e visita della Chiesa Madre, palazzi 

                        baronali e Parco  Belvedere.

 

 

Ore 20 : 00 :   Cena  alla “Tana  del  Lupo” e   pernottamento   all’  hotel    

                      “Bonaccorsi”.

 

 

 

 

 

                                                    Itinerario di due giorni

 

 

 


 

1° giorno

 

 

Ore 09 : 00     Raduno alla Pro Loco di Pedara.

 

        Ore 09 : 15     Colazione presso“ la  Bussola”

 

         Ore 09 : 45    Visita al museo della pietra lavica, delle chiese e del “Parco 

                         Belvedere”.

 

        Ore 13 : 00     Pranzo al ristorante “ Belladonna”.

 

        Ore 16 : 00    Trasferimento ad Aci Bonaccorsi, visita delle chiese, centro 

                         storico, quartiere Barbagalli e chiesa di Lavina.

                        

         Ore 20 : 00   Cena e   pernottamento  al “Rosehouse’s” di Aci Bonaccorsi 

                        ( 18 posti )  o  al  “Villaggio   Madonna   degli   Ulivi” di                                                      

                        Viagrande.

 

********************************************************************

         2° giorno

 

Ore 09 : 00    Visita del Parco Monteserra.

 

Ore 11 : 00    Giro  turistico  per  le vie  del  centro  storico di Viagrande , 

                         chiese, Villa Comunale e antico palmento.

 

       Ore 13 : 00     Pranzo al “Villaggio Madonna degli Ulivi”.

 

       Ore 16 : 00    Trasferimento ad Aci S. Antonio e visita del centro storico,   

                         chiese e bottega artigianale del carretto siciliano.

                        

       Ore 20 : 00    Cena e pernottamento  al  “Villaggio Madonna degli Ulivi”          

                        di  Viagrande.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Itinerario di tre giorni

 


 

1° giorno

   

 

Ore 09 : 00     Raduno alla Pro Loco di Pedara.

 

Ore 09 : 15     Colazione presso “La  Bussola”

 

Ore 09 : 45     Visita al museo della pietra lavica, delle chiese e del Parco 

                        Belvedere.

 

Ore 13 : 00    Pranzo al ristorante “Belladonna”.

 

Ore 16 : 00    Giro  turistico  per  le vie  del  centro  storico di Pedara, 

                       chiese, Villa Comunale e antico palmento.

                     

Ore 20 : 00   Cena e pernottamento   all’  hotel  “Bonaccorsi”  

                     

 

********************************************************************

 

 

2° giorno

 

Ore 09 : 00      Raduno alla Pro Loco di Viagrande.

 

Ore 09 : 15     Colazione presso l’ “Eden Bar”

 

Ore 10 :00      Visita del Parco Monteserra e della Casa delle Farfalle

                        

Ore 13 : 00     Pranzo al ristorante “ Villa Athena” o pranzo  a  sacco  al 

                       Parco Monteserra.

 

Ore 16 : 30    Giro  turistico  per  le vie  del  centro  storico di Viagrande, 

                       chiese, Villa Comunale e antico palmento.

                    

Ore 20 : 00    Cena e pernottamento al “ Villaggio Madonna degli Ulivi  “  

                        di Viagrande.

 

********************************************************************

 

3° giorno

 

Ore 09 : 00      Partenza per Aci Bonaccorsi.

 

Ore 09 : 15     Colazione al Bar “Di Bella”.

 

Ore 10 : 00     Visita Chiesa madre.

 

Ore 10 : 30     Visita del Palazzo Cutore e della Chiesa S. Antonio.

 

Ore 11 : 00     Passeggiata per le vie del paese e del quartiere Barbagalli.

 

Ore 13 : 00    Pranzo al ristorante “Sapori di Sicilia” ad Aci S. Antonio  

                       in Via Nocilla.

 

Ore 15 : 30    Visita del centro storico,  con  le  relative  chiese  (Madre,       

                         S. Michele e S. Biagio).  

                                                 

Ore 17 : 00    Visita delle “Botteghe  dell’Arte  del  Carretto” ( Sig. ra 

                        Chiarenza Nerina Via R. Margherita n° 62, Aci S. Antonio  

                        e Sig. Di Mauro Domenico via A. Tito , Aci S. Antonio).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                MANIFESTAZIONI

 

 

Gennaio: giorno 15 Festa in onore di S. Mauro Abate a Viagrande;

                      giorno17 Festa in onore di S. Antonio Abate ad Aci S.Antonio.     

 

 

Marzo: la domenica delle palme rievocazione storica della “Via crucis Vivente”

                    a Pedara.

 

Aprile: Festa di Primavera ad Aci Bonaccorsi.

 

Agosto: giorno 2  Festival dei fuochi d’artificio a Aci Bonaccorsi;

                  giorno 3   Festa in onore di S.Stefano a Aci Bonaccorsi ;

                  Premio “Ara di Giove” con ospiti d’eccezione a Pedara;

                  Fiera d’Estate a Pedara;

                  Premio “Aquila D’argento” a Viagrande;

                  Il 3° venerdì  del mese ogni 2 anni Festa in onore di S. Antonio Abate           

                 ad Aci S. Antonio.

 

Settembre: 2° domenica, Festa in onore di “Maria SS.Annunziata” a Pedara.

                         Il Sabato precedente esibizioni dei carri allegorici mariani a Pedara.

                         Fine settembre: Sagra della Vendemmia a Viagrande.

 

Ottobre:  Sagra del fungo a Pedara;

                      Meletna , promozione, degustazione e vendita delle mele dell’Etna a        

Pedara.

Novembre:  Festa di S. Martino a Viagrande.

 

Dicembre: Nel periodo natalizio, presepe vivente ad Aci  Bonaccorsi e Viagrande

                       Esposizione dei presepi a Viagrande

                        Premio Letterario “R. D’agata” ad Aci S. Antonio.

 

Per eventuali cambiamenti nelle date indicate rivolgersi presso le Pro Loco di:

Aci Bonaccorsi via Etnea n°2 tel 095/7890994  E- mail proloco@box.it    

Aci S.Antonio via Regina Elena n° 37 tel 095/7921810

Pedara corso Ara di Giove 235

Viagrande piazza Urna n° 24 tel 095/7890753  E- mail prolocoviagrande@virgilio.it

 

 

 

 

 Pedara
 

COLLEGAMENTI

Auto

·        Da Catania: tangenziale ovest con uscite a Gravina di Catania, S.G. Galermo, S. Gregorio.

·        Da Messina: Autostrada A18 ME-CT con uscite a  Giarre, Acireale.

·        Da Palermo: Autostrada A19 PA-CT.

 

Taxi

·        Radio taxi Catania, tel. 095-330966.

 

Treno

·        Stazione Centrale Catania FS: Piazza Giovanni XXIII, tel. 848-888088.

·        Stazione FF SS Acireale: via Stazione, tel. 095-606914.

 

Bus

·        Autolinee AST da Catania, tel. 095-7461096.

INDIRIZZI E NUMERI UTILI

MUNICIPIO

P.zza Don Bosco

095/7028111

BIBLIOTECA COMUNALE

Corso Ara di Giove

095/7028162

GURDIA MEDICA

Via Etnea

095/7027004

CARABINIERI

Via Amm. Toscano 41

095/7800235

VIGILI URBANI

P.zza Don Bosco

095/916269

MISERICORDIA

Via Pizzo Ferro

095/915100

CENTRO CUORE MORGAGNI

Via della Resistenza 31

095/7026111

ASSOCIAZIONE PRO-LOCO                       C.SO ARA DI GIOVE 235

 

 

Note storiche

Il nome Pedara ha un etimo controverso:  alcuni pensano che significhi “ad Pedes Arae” (ai Piedi dell’Ara), altri invece sostengono che Pedaria parola composta da Pedes-Rio in quanto al centro della P.zza Don Diego passava un ruscello su cui non c’era un ponte; e infine, tesi più attendibile, vedrebbe rafforzare la convinzione che l’origine di Pedara, si debba collegare con la presenza degli Epidauri, popolazione slava, nella nostro paese.

Non si hanno notizie certe sulle origini della nascita del paese perché la lava scaturita nel corso dei secoli ne ha sottratto gli elementi più importanti. Reperti molto antichi testimonierebbero, comunque, l’origine greca  del luogo con tracce che si riferiscono anche al periodo romano e ad epoche successive.

Sotto i Normanni Pedara faceva parte delle vigne di Catania e già in quel periodo il primitivo insediamento rurale cominciava a riunirsi formando un villaggio a settentrione dell’odierno paese. Tutto questo accadeva ancor prima che nel 1388 il vescovo della diocesi, Simone del Pozzo, autorizzasse la costruzione della prima chiesa parrocchiale.

Durante il ‘400, però, gli abitanti cominciarono a trasferirsi gradualmente più a valle e nell’attuale sito diedero  vita alla nuova Pedara. Nel 1641 il casale fu venduto al messinese Domenico Di Giovanni e, diventando baronia, fu presto un rilevante centro di attività economica e sociale e di conseguenza il più ricco ed organizzato dell’Etna.

Risollevatasi con enormi sacrifici dalla terrificante eruzione del 1669, qualche anno più tardi la popolazione fu di nuovo colpita duramente. L’11 gennaio 1693, il più violento terremoto che la storia locale ricordi, in pochi secondi, distrusse anche Pedara ed in quella notte, ovunque, fu un cumulo di macerie.

Ed ecco allora comparire un grande personaggio , da tempo l’uomo di fiducia dei di Giovanni: don Diego Pappalardo, sacerdote pedarese e cavaliere dell’Ordine gerosolimitano di Malta. Spirito geniale ed organizzativo e dalla vitalità travolgente come pochissimi in quel tempo, don Diego, considerato il figlio più illustre di questa terra, ricostruì, in meno di vent’anni e ben due volte, la Chiesa  Madre di Santa Caterina – oggi basilica pontificia – ed incoraggiò gli abitanti per una rapida riedificazione del paese che si poté concludersi solo dopo oltre 10 anni. Carestia e miseria segnarono l’ultima parte del ‘700 che vide l’affermarsi della borghesia terriera.

L’abolizione della giurisdizione feudale siciliana del 1812 e la successiva riforma amministrativa borbonica significarono per Pedara l’inizio di una nuova trasformazione. Nel 1817, grazie al decreto emanato a Napoli dal re Ferdinando IV, il paese divenne comune autonomo e la nuova realtà politica ed amministrativa permise alla comunità di emergere dall’oblio in cui si era trovata a seguito del grande terremoto.

L’Ottocento ed il Novecento furono caratterizzati soprattutto da un notevole sviluppo urbano ed edilizio che, nel tempo, ha determinato la perdita di ampie aree agricole e boschive e la conseguente creazione di nuove zone abitate.

Pedara è un rigoglioso paese che sorge alle  falde dell’Etna a m. 610 sul mare e che dista 15 Km da Catania. Il suo territorio fa parte del parco dell’Etna e comprende una superficie che si estende dal monte del Salto del Cane a nord, fino al confine sud con Piano  Tremestieri Etneo, mentre ad ovest confina con i comuni di Mascalucia e Nicolosi ed a est con Trecastagni.

Oggi

Il suo paesaggio è tipicamente caratterizzato “dall’impronta”  delle colate laviche che si sono susseguite nei secoli e lo hanno connaturato profondamente. Il suo clima mite, congiunto con le secolari pratiche contadine dei pedaresi ha favorito la coltivazione della vite, dalla quale si ricava un ottimo vino rosso, e di alberi da frutta (mele “deliziose” e “gelate cola”, pere “coscia”, “butirra”, “spinelle”).

Rigogliosi sono i boschi di castagno, di querce e di felci dove durante la stagione propizia si possono trovare diverse varietà di funghi.

Queste favorevoli condizioni l’hanno resa una meta privilegiata per il soggiorno estivo al punto che in questo periodo dell’anno (anche grazie alle numerose attività dell’estate pedarese) il paese si popola di numerosi villeggianti.

 

Basilica di S. Caterina d’Alessandria

 

La basilica di S. Caterina venne costruita per la prima volta nel 1536 – 37 grazie alla partecipazione di 122 famiglie pedaresi. Questo generoso contributo è ricordato dai 122 chiodi a testa di diamante incastonati nel portale principale della chiesa. Successivamente il devastante terremoto  dell’11 gennaio 1693 danneggiò pesantemente l’intera struttura. Fu grazie all’opera solerte di Don Diego Pappalardo, sacerdote pedarese e cavaliere dell’ordine di Malta, che la chiesa venne nuovamente ricostruita, assumendo l’attuale forma basilicale a 3 navate con absidi finali.

L’interno della chiesa impreziosito con affreschi di Giovanni  Lo Coco, custodisce il monumento funebre di Don Diego, il ritratto dello stesso, il quadro raffigurante  il martirio di S. Caterina collocato nell’omonima cappella attribuito al pittore Mattia Preti.

Il prospetto esterno presenta particolari in pietra lavica, materiale che caratterizza quasi tutte le costruzioni locali. La torre campanaria misura 50 metri ed è sormontata da cuspide policroma e contiene il rosone in stile romanico, elemento cinquecentesco che risale alla prima costruzione della chiesa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chiesa di Maria S.S. Annunziata

 

Nel 1388 il vescovo di Catania, Simone del Pozzo, concesse ai pedaresi la licenza di fondare la loro prima chiesa che fu dedicata alla Vergine  Maria.

Verso la fine del 1500 Ludovico Pappalardo diede inizio ai lavori di costruzione della nuova chiesa, perché quella precedente si dimostrò insufficiente a contenere i fedeli.

Questo edificio venne danneggiato dal terremoto  del 1693, per poi essere ristrutturato, ancora una volta, grazie all’interessamento di Don Diego Pappalardo.

Nel 1974 l’arcivescovo di Catania Mons. Bentivoglio elevò la chiesa alla dignità di santuario mariano. La facciata è tripartita e il corpo centrale è delimitato da paraste in pietra lavica sormontato da un timpano  e impreziosito da un portale litico.

L’attuale pianta consta di 3 navate, dopo l’aggiunta delle due laterali al corpo centrale tra la fine dell’ottocento e l’inizio del 900.

Nella navata di sinistra sono conservate le spoglie della “ Beata Pappina” e nella “cameretta” dell’altare maggiore è custodito il simulacro di Maria S.S. Annunziata padrona di Pedara.

 

La chiesa di S. Antonio

 

Costruita nel 1680, venne ristrutturata, come tutte le altre dopo il terremoto del 1693.

La chiesa, alla quale si accede mediante un’ampia scalinata presenta un  prospetto esterno  animato da portali, lesene e balaustre i pietra lavica. L’interno suddiviso in due sole navate è arricchito di dorature e sculture. Frontalmente all’altare maggiore è possibile ammirare l’antico organo.

 

                                             

 

Il centro storico

 

La piazza Don Diego, vero e proprio fulcro del paese, è il punto di partenza ideale per intraprendere un affascinante viaggio tra le strade di Pedara.

Scenario privilegiato per i più importanti appuntamenti della vita pubblica e luogo di incontro per gli abitanti del paese, è dominato dall’uso predominante della pietra lavica, sulla quale si erge, per mirabile contrasto cromatico il marmoreo “monumento ai caduti”, realizzato negli anni 20 dallo scultore V. Torre.

La chiesa Madre e diversi edifici, di particolare valore artistico e storico, le conferiscono significativa imponenza, come il palazzo costruito dalla famiglia di Don Diego nel 1600, del quale è possibile ammirare i balconi, le finestre e l’imponente arco in pietra lavica, con scalinate laterali. [Di particolare interesse è anche il settecentesco palazzo di Corso Ara di Giove ]

Una delle principali vie del paese è il Corso Ara di Giove, lastricato con  basamento in pietra lavica e lambito da interessanti edifici, come il settecentesco palazzo che appartiene ai discendenti di Don Diego, come il “Palazzo Pulvirenti”, oggi sede della Biblioteca Comunale, e come diverse abitazioni che ancor oggi conservano balconi, portali con putti angeli e allegorie varie [sempre in pietra lavica].

La villa Don Bosco, fornita di divertenti giochi per bambini, e il Parco Belvedere, magnifico angolo verde al centro del paese, sono dei luoghi di incontro per i più giovani e soprattutto, durante la stagione estiva diventa uno scenario di interessanti manifestazioni di intrattenimento, per la popolazione locale e non solo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ALBERGHI

N. DI TELEFONO

 POSTI LETTO

PREZZI

 

GRAND  HOTEL BONACCORSI  

095/7928528 - 095/7928536

 

MATR. E COLAZ. 130,00

 

VIA LUIGI PIRANDELLO N. 2

095/7928529 - 095/7928537

200

 

 

 

 

SING. E COLAZ.

 

 

 

 

€ 90,00

 

 MEZZA PENSIONE AGGIUNGERE 15,00 EURO A PERSONA

 

 

 

 PENSIONE COMPLETA AGGIUNGERE 20,00 EURO A PERSONA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ALBERGO BELLADONNA

095/916121 - 095/915418

 

MATR. 40,00

 

VIA DELLA RESISTENZA N. 69

095/916273

12

SING. 30,00

 

 

 

 

 

 

MEZZA  PENSIONE 40,00  EURO A PERSONA

 

 

 

PENSIONE COMPLETA 50,00 EURO A PERSONA

 

 

 

BED AND BREAKFAST

N. DI TELEFONO

POSTI LETTO

PREZZI  A  PERSONA

 

 

 

 

 

 

 

 

BELVEDERE

 

2 CAMERE

€ 30,00

 

 

VIA DELLE GINESTRE N. 76

095/915331

4 POSTI LETTO

(25,00 BAS.STAG.)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA VITE

347/3855768

  2  CAMERE

€ 30,00

 

 

VIA SARAFIA N. 24

095/7800599 - 3479608015

5 POSTI LETTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RISTORANTI   E  PIZZERIE

N. DI TELEFONO

COPERTI

MENU' FISSI  IN EURO

 

 

 

 

 

 

 

 

BELLADONNA

 

 

 

 

 

VIA DELLA RESISTENZA N. 69

095/916273

200

€ 22,00

 

 

 

 

 

 

 

 

LA BUSSOLA

 

 

 

 

 

P.ZZA DON BOSCO

095/7800250

200

€ 20,00

 

 

 

 

 

 

 

 

LA TANA DEL LUPO   (con annesso palmento)

 

 

 

 

PIATTI TIPICI  SICILIANI

 

 

 

 

 

C.SO ARA DI GIOVE 138

095/7800303

50

€ 20,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GREEN HOUSE

 

 

 

 

 

VIA TARDERIA N. 148

095/919314

MIN. 35 MAX 300

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GROTTA DEL MONACO

 

 

 

 

 

VIA A. PACINOTTI N. 5

095/916772

90

€ 19,00

 

             

 

SITI DA VISITARE

 

 

MUSEO DELLA PIETRA LAVICA

 

095/7800391

     VIA COZZARELLI N. 4

 

349/5241211

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Aci Sant' Antonio

 

 

 

 

 

 


 

COME RAGGIUNGERE IL PAESE:

 

Aci Sant’ Antonio, grazioso paese si trova a 304 metri sul livello del mare, l’ altezza del territorio oscilla tra i 235 e i 381 metri è facilmente raggiungibile dall’autostrada A18 MESSINA – CATANIA (uscita Acireale), oppure dalla tangenziale est di Catania per chi proviene dall’autostrada PALERMO – CATANIA o dallo scorrimento veloce SIRACUSA – CATANIA uscendo ad Acireale o ancora con le auto linee AST da Catania e Acireale.Il paese di Aci Sant’ Antonio si trova a 30 km dall’aeroporto di Catania a 13 km da Catania centro e a 6 km da Acireale.

                                                

CENNI STORICI: DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELLA STORIA DEL PAESE.

 

Ha un territorio vastissimo il comune di Aci Sant’ Antonio, e vanta quattro borghi: Lavina, S .Maria la Stella, Lavinaio e Monterosso Etneo, separati dal centro urbano e distesi lungo i declivi più dolci dell’ Etna.  Nella storia delle piccole Patrie Comunali  la vicenda della terra di “ACI”, dal Medioevo ai nostri giorni, ha delle peculiarità che la contraddistinguono. Infatti nessuna provincia d’Italia presenta una serie di centri urbani, nella loro denominazione, un unico prefisso identificativo.

Aci storicamente accomunava i centri di una Università , ai piedi dell’Etna e a pochi chilometri da Catania, il cui esteso territorio comprendeva centri contigui , quali: Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Aci Catena, Aci Platani, Acireale, Aci Sant’Antonio, Aci S. Filippo.

Aci fino al 500 manca di un centro riconosciuto e si presenta come una somma o un’aggregazione  di casali aventi pari dignità.

Nel 400 le dure leggi dell’economia imponevano alla monarchia la vendita della terra di Aci; il primo ad ottenere la “concessione in baronia” fu nel 1420 il viceré FERDINANDO VELASQUEZ.

alla costituzione di due nuovi Comuni. Nel corso del 500 giungeva a maturazione un processo che aveva avuto il suo avvio nella metà del 400: all’interno dei casali della terra di Aci vi fu un rapido sviluppo di Aci Aquilia, sviluppo che giustificava apprensione e gelosie degli altri centri .

I quartieri di Aci S. Antonio e di Aci S. Filippo alleati, decidendo successivamente di  rendere più concreto il loro impegno per la totale separazione dal quartiere di Aci Aquilia, con un istanza supportata da un donativo

di 1000 onze riuscivano a conseguire il loro obbiettivo.

Con il decreto del viceré duca di ALBURQUERQUE DEL 24 Ottobre del 1628 i due quartieri erano elevati a città!

Appena quattro anni dopo la città, a cui interno erano germogliate nuove guerricciole di campanile, perdeva quell’autonomia per cui tanto si era battuta. Allorché l’eruzione lavica del 1669 fece sentire la sua azione devastatrice!

Nel 1672 il Principe Riggio si obbligava alla costruzione dei palazzi di Aci Catena e Aci S. Antonio, destinati ad essere gli edifici più ragguardevoli dei due centri.Il continuo rinnovarsi di contrasti tra Aci S. Antonio e Aci S. Filippo- Catena, sfocia alla fine nella costituzione di due comuni, sanzionata da Francesco I, re delle due Sicilie, con regio decreto del 21 settembre 1826. Il primo comune risulta composto dai quartieri di Aci S. Antonio e Valverde e dalle borgate di Maugeri, Carminello, Casalrosato, Fontana, Seminara, Morgiani; al secondo vengono assegnati i quartieri di Aci S. Filippo, Aci Catena, Consolazione, Santa Lucia, S. Giacomo, Aci Trezza e Ficarazzi.

 

LE CHIESE DI ACI S. ANTONIO

 

Sulla piazza si affaccia la monumentale Chiesa Madre dedicata a S. Antonio Abate, la costruzione  è del 1693 anche se la primitiva Chiesa risale al 1566. L’edificio esalta la sua massa architettonica nella decorosa e maestosa facciata barocca, la pianta del tempio è a croce latina. All’interno il visitatore apprezzerà le pregevoli e varie opere pittoriche e marmoree, il coro ligneo del 1789 ed i corredi sacri. Notevoli gli affreschi di Paolo Vasta nella volta e nelle pareti dell’abside, rispettivamente raffiguranti la gloria e i miracoli di S. Antonio. Sono   presenti anche numerose opere di Alessandro Vasta figlio di Paolo.

La statua del Santo Patrono si conserva nella cappella alla destra dell’ altare, la statua è confezionata con materiale composto di sacco e gesso, come si può facilmente constatare. Solo la testa e le mani, nonché un sostegno interno, sono di legno, ma risultano ben fusi con il vestimento dal pluviale azzurro che nasconde sotto una vernice dorata, dalle decorazioni damascate,notiamo l’ umiltà della sua composizione. Ancora più antica sembra la base di legno su cui poggia il Santo, decorata con figure chiare a bassorilievo di stile orientaleggiante e risaltanti sul fondo nero.Fra de puttini un inatteso centauro raffigurazione pagana simboleggiante le tentazioni. Sulla base sono fissate altre due figure, un puttino in legno di fattura posteriore ed un piccolo S. Macario, discepolo del santo. Di sicura datazione, e cioè del 1789, è il cosiddetto “miracolo del pane” che riveste il pannello scorrevole che chiude la cappellina, e raffigura il Santo nel consueto atteggiamento pensoso ed assorto, S. Paolo Eremita con un atteggiamento più deciso e indicante un corvo che reca due pani.

I colori sono pacati, sfumano lo sfondo, leggere le movenze. L’altare di marmo policromo, costruito nel 1843, è continuato in alto da un riquadro marmoreo che si appoggia alla parete e raccoglie il quadro del pittore messinese Michele Panebianco, raffigurante il Santo Patrono; è un opera pregevole e sembra più miniatura che pittura. Il Santo vi è ritratto in atteggiamento estatico e adorante dinanzi l’occhio di Dio, su uno sfondo paesaggistico egiziano; ancora sull’ altare quattro cartegloria in legno dalle ricche volute decorate in argento senza “mistura” e quattro piccoli reliquiari dalla severa composizione. Agli angoli della cappella due grandi candelabri lignei sostenuti da angeli, e due candelabri in rame riccamente cesellati; sulla parete sinistra della cappella numerosi “ex voto” attestanti grazie ricevute. Cogliamo qui l’ occasione per accennare ad altri “oggetti” realizzati in omaggio al Santo e che non sono collocati nella sua cappella, ma nella “Casa Vara” all’esterno della chiesa in via Spina. Sono le candelore o cerei che durante la processione solenne del Santo per le vie del paese lo accompagnano, omaggio di alcune categorie di cittadini. In un inventario del 20/09/1774 è scritto: sei torce grandi con sue barette di legname: Consoli, Massari, Religiose Donne, Mastri cavallucci. Adesso ne esistono quattro:  quella dei “carrettieri”, dei “chianisi”, dei “zappaturi” e dei “mastri”. L’ ultima venuta e quella dei chianisi ed è del 1947. Alte circa tre metri, sono di legno dorato con mistura acese e ornato di volute, festoni e puttini. Nella parte poggiante sul ricco basamento sono vivacemente istoriati miracoli ed episodi della vita di S. Antonio, in genere ripresi dai motivi che adornano l’ interno della chiesa. I vari piani sono progressivamente rientrati e da essi si protendono angeli e lampade.    

All’inizio della via Regina Margherita, nel primo tratto che fa angolo con la piazza si trova la chiesa di S. Michele Arcangelo, il visitatore apprezzerà il bellissimo campanile e l’elegante geometria dell’intera struttura.Questa chiesa fu eretta dalla “Confraternita del SS.mo Sacramento sotto il titolo di S. Michele Arcangelo”.Sicuramente la chiesa esisteva gia nel 1681, data riportata da alcuni

documenti parrocchiali, l’attuale costruzione risale al 1740. Il nitido interno, ad una navata, è articolato in una serie di quattro archi laterali in cui sono racchiuse diverse opere pittoriche, alcune delle quali di Alessandro Vasta, ed è illeggiadrito da decori in stucco. Notevoli sono gli altari e la balaustra dell’altare maggiore completamente in marmo policromo finemente lavorato.Completa il ricco completo artistico il simulacro ligneo raffigurante S. Michele del quale si intuiscono i tratti cinque - seicenteschi.

In prosecuzione lungo la strada incontriamo la chiesa di S. Biagio, l’intera struttura è

completamente assorbita in uno stretto viluppo di case e vicoli. La chiesa fu eretta dalla “Confraternita delle anime del Purgatorio e della morte di nostra Signora della Pietà sotto il titolo del glorioso S. Biagio”,un’antica confraternita di cui si hanno tracce già nel 1592. Non si hanno notizie sugli anni della costruzione ma sicuramente fu eretta nei primi decenni del 1700. L’imponente cupola fu costruita nel 1797 mentre il prospetto ed il campanile sono ottocenteschi. L’interno, presenta un unico e grande spazio scandito da  colonne di ordine dorico, pareti decorate in stucco e pregevoli manufatti marmorei.

 
ARTIGIANATO E FOLCLORE

 

Il carretto siciliano è stato determinante nella società santantonese sino agli anni 40. Mastri carradori, scultori,fabbriferrai e pittori costituivano l’artigianato fiorente del paese. Il “carradore”è il vero costruttore del carretto composto da cassa, fiancate, stranghe, portello e ruote; mentre ad incidere con motivi che vanno dal floreale all’antropomorfo è lo “scultore”. Segue la fase della pittura con colori diversi a seconda della bottega in cui viene effettuata l’opera.

Sull’intera anatomia del carretto vengono riportate scene appartenenti alla tradizione cavalleresca anche se non mancano temi mitologici e religiosi:Carlo Magno, Orlando, Rinaldo. L’uso del carretto per le attività lavorative si è prolungato fino agli anni 70-80 del xx secolo. Oggi è divenuto testimonianza della tradizione e del folklore ed ha trovato nel territorio di Aci Sant’ Antonio un habitat naturale e spontaneo portato a livelli artistici encomiali dell’artigianato di Vincenzo Di Mauro, decoratore;di Michele D’Agata, costruttore;Domenico Di Mauro,pittore e Nerina Chiarenza,  pittrice.

 

BOTTEGHE DEL CARRETTO SICILIANO

 

Un’ occasione davvero speciale durante la visita di Aci Sant’Antonio è rappresentata dalla possibilità di visitare le poche botteghe, rimaste ancora attive, dedite all’arte del carretto.

 

 

La signora Chiarenza Nerina porta in tutto il mondo il messaggio del l’Isola, con una particolare espressione artistica, la pittura sul legno. Un artigianato, quello della Chiarenza, raramente riscontrabile nell’espressione culturale femminile, che ha trovato nella  pittura riprodotta sulle “sponde” del carretto, l’espressione massima di come poter tramandare, “esportare“il messaggio della sicilianità. Un Museo la sua casa, un tripudio di colori il suo laboratorio.

INDIRIZZO: via Regina Margherita N. 62 TELEFONO: 095/7921872

Aci Sant’ Antonio (CATANIA)

 

Fra gli abili artigiani che, nel chiuso delle loro botteghe, hanno forgiato e donato al piccolo centro un grande tesoro, un posto di spicco occupa il maestro Domenico Di Mauro, il quale sentì il fascino della pittura del carretto sin da bambino. Dopo aver concluso la quinta elementare, infatti nonostante il padre insistette nel voler fargli continuare gli studi, Domenico preferì assecondare la sua grande passione: dipingere i carretti siciliani.

INDIRIZZO: via A. Tito Aci Sant’ Antonio (CATANIA)

 
SOUVENIR ACI S. ANTONIO

 

LES TRES JOLIES

DI LANZAFAME VENERA

VIA REGINA MARGHERITA N° 62

 

CENTRI DI RISTORAZIONE

 

.RISTORANTi-PIZZERIE:

 

“SAPORI DI SICILIA” Via Nocilla tel. 095/7021705 (chiusura settimanale lunedì)                 

  “LA FOCACCIA” Via Marchesana, 36 tel. 095/7921584 (chiusura settimanale lunedì)   

 
BAR PASTICCERIE GELATERIE

Bar MaugeriPiazza Maggiore

“Miraglia” pasticceria, gelateria, tavola calda Via Roma n°64

 “Bar Paradise” Via Spirito Santo n° 84

Bar Casalotto” Via Marchese di Casalotto n°16

 

NUMERI UTILI:

 

PRO LOCO ASSOCIAZIONE TURISTICA…………………………………………..095/7921810

PROTEZIONE CIVILE………………………………………………………………   095/7891039

PRONTOSOCCORSO (ACIREALE)…………………………………………………………………………..095/894415

CARABINIERI

(ACI SANT ’ANTONIO)………………………………………………………………095/7891555

PARROCCHIA                   

S. ANTONIO ABATE…………………………………………………………………095/7891350

GUARDIA MEDICA………………………………………………………………….0957891458

 

BED E BREAKFAST ACI S. ANTONIO

 

INDIGO: VIA SANTA MARIA LA STELLA, 32  LOCALITÀ SANTA MARIA LA STELLA                    

 

(ACI S. ANTONIO) 095/7633257-320/1115978 WWW.INDIGOHALL.COM

 

INFO@INDIGOHALL.COM  N° CAMERE 2 N° POSTI LETTO 6

 

LA CASA DEL COTTO: VIA CRISTAUDO,21 ACI S. ANTONIO 095/7893283

 N° CAMERE 3 N° POSTI LETTO 6

 

 

 

 

 

Aci Bonaccorsi

 

 

 


 

Cenni storici: La storia di Aci Bonaccorsi come “Città autonoma” comincia nel 1652; prima di questa data le sue vicende storiche si inseriscono a pieno in quelle della Terra di Jaci. Secondo le fonti storiche l’antica Aci è da identificarsi con la greca Xiphonia, localizzata dagli esperti nel territorio dell’ odierno abitato di Capo Mulini. Dal "De Bello Punico" di Silio Italico sappiamo che, presso il fiume denominato "Aci", vi era una città alleata dei Romani nel contesto delle Guerre Puniche. In epoca bizantina la città fu denominata Jachium e nel periodo della dominazione saracena (cioè a partire dalla fine del X secolo),come documentato da fonti arabe, costituiva un’ importante città protetta dall’ imponente maniero di Aci. In base alla storiografia locale, fu il terremoto seguito dall’ eruzione dell’ Etna del 1169 a provocare lo spostamento della popolazione dall’ antica Aci verso il cosiddetto “Bosco d’ Aci”, la vasta area boschiva che si estendeva dalla costa fino a territori oggi facenti parte del Comune di Zafferana Etnea. Da questi spostamenti si formarono gli attuali paesi con il prefisso “Aci”.Per quanto riguarda Aci Bonaccorsi, questi, quasi certamente, cominciò a costituirsi come vero e proprio borgo abitato a partire dal XV secolo, quando vi si formarono le tre "contrade"denominate "Liuna","Battiati" e "Pauloti" dal nome delle rispettive famiglie (anche il toponimo "Bonaccorsi", che si riferisce alla famiglia Bonaccorso che si adoperò per la ricostruzione seguita alle eruzioni del 1408 e 1444, risale con ogni probabilità al XV secolo). Tuttavia è ragionevole supporre che in seguito alla diaspora degli "Acesi",dovuta al terremoto (sopra citato) del 1169, vi fosse un piccolo "nucleo" abitato. C'è anche chi, considerando una lapide che fa risalire all' anno 1000 la prima edificazione della Chiesa di S.Maria della Consolazione, ritiene che già nell' XI secolo nell' attuale territorio di Aci Bonaccorsi vi fosse un insediamento umano. Nel 1092 avvenne la liberazione della Sicilia dai Saraceni ad opera dei Normanni. Il Gran Conte Ruggero assegnò il territorio di  Aci al Vescovo di Catania.Nel corso dei secoli i diversi "casali" di Aci, sotto  Svevi, Angioini ed Aragonesi, furono soggetti ai baroni. Dal XV secolo il feudo di Aci fu sottoposto a vendite continue e gravose tali da provocare la reazione degli abitanti. Ed infatti, nel 1528  rappresentanti dei sei maggiori casali di Aci, e cioè Aquilia(che in seguito sarà Acireale), Bonaccorsi, Platani,Casalotto (S. Antonio), S.Filippo,Scarpi-Cubisia(Catena-S.Lucia), furono mandati a Bruxelles per chiedere all' imperatore Carlo V che Aci tornasse al demanio regio.L' imperatore accolse le richieste degli Acesi che forono così liberati dal baronaggio. Tutta la terra di Aci formava un territorio amministrativamente unico, ma ben presto tra Aquilia e i sopracitati casali sorsero dissidi che avrebbero condotto alla disgregazione politica . Infatti, nel 1628 i quartieri di S. Antonio, S. Filippo, Bonaccorsi, S.Lucia e Patanè  ottennero, previa richiesta e promessa di mille onze al Viceré di Sicilia, la erezione a città autonoma con la istituzione dell' Urbs Acis Superioris (o Aci S.Antonio e Filippo).La nascita della nuova Città, aveva mosso a grande entusiasmo gli abitanti dei quartieri, che, come il Nicotra riferisce nel suo "Dizionario illustrato dei Comuni di Sicilia"(Palermo, 1907), si recarono in pellegrinaggio alla Madonna di Valverde, che elessero loro Patrona. A tutto ciò,però, la città di Aci Aquilia (oggi Acireale) non restò inerte, anzi ottenne dal Viceré di Sicilia l’annullamento del provvedimento, impegnandosi però a rispettare alcuni principi e cioè che i giurati fossero eletti metà da Aci Aquilia e l' altra metà dai quartieri,che il Sindaco provenisse un anno da una parte e un anno dall' altra, che le chiese dei quartieri fossero arricchite come quelle di Aci Aquilia e infine che si provvedesse alla fondazione di conventi a S.Antonio e Catena.Tutto questo, però, non fu mai realizzato e tra Aci Aquilia e i quartieri dell’ Aci Superiore sorsero nuove rivalità a tal punto che nel dicembre del 1639 il Luogotenente di Sicilia , il Cardinale ed Arcivescovo di Palermo Giannetto Doria,in assenza del Vicerè, ricostituì la Città di Aci SS. Antonio e Filippo, stavolta in maniera definitiva, conferendogli il titolo di "Amplissima et liberalissima" e i medesimi privilegi Aquilia, primo fra tutti parte della Fiera Franca di Santa Venera, che Mons. Bella nelle "Memorie storiche del Comune di Aci Catena"(1892), definì il "piu' glorioso privilegio di Aci" per la sua grande importanza e che era stata concessa ad Aci dal re Alfonso nel 1422.  Il provvedimento che istituiva la Città di Aci S.Antonio e Filippo fu attuato nel luglio del 1640.Componevano la nuova Città:Bonaccorsi, Catena, S.Antonio, S.Filippo,S.Lucia, S.Giacomo,Consolazione, Ficarazzi, Trezza, Castello d'Aci, Valverde, Maugeri, Pisano e Bongiardo.  Tuttavia la nuova Città, non avendo pagato la somma per ottenere l' autonomia da Aquilia,nel 1645  fu alienata e acquistata da Beninati che la comprava per conto del genovese Nicolò Diana di Cefalà.Contrasti fra le popolazioni delle diverse frazioni provocarono nuove disgregazioni.Fu così che nel 1647 Aci Castello si separò e nel 1652 anche Aci Bonaccorsi, che veniva acquistata da Giorgio Esquerra De Roxas. Essendo la moglie di quest' ultimo vedova di N.Diana, Aci Bonaccorsi diveniva nuovamente possesso dei Diana, che l' ebbero fino al 1672, quando subentrarono i Principi Riggio di Campofiorito.Dei Principi Riggio, che le fonti descrivono  come saggi governatori, non restano tracce ad Aci Bonaccorsi come accade invece per Aci Catena o per Aci S.Antonio dove, malgrado ormai in stato di abbandono, restano ruderi degli omonimi palazzi principeschi. Anche nella vicina cittadina di Valverde, la cui autonomia comunale da Aci S.Antonio risale solo al 1951, la famiglia dei “Riggio”edificò un palazzo. Per ultimo occorre dire che nel 1826,anno della separazione di Aci S.Antonio da Aci S.Filippo-Catena, la contrada "Liuna"(zona compresa tra Aci Bonaccorsi, Viagrande e Aci S.Antonio) che fino ad allora era parte del Comune di Aci Bonaccorsi, veniva ceduta ad Aci S.Antonio.  

Popolazione:  2140 abitanti

Altitudine:  362 s.l.m.

Estensione:  1,7 Kmq

 

Come raggiungere il paese:

Autostrada: A18 Messina-Catania, uscita al casello di Acireale, proseguire per Aci S.Antonio, direzione Viagrande.

Stazione ferroviaria: Acireale, a circa 13 Km

Aeroporto: l’aeroporto civili principale della provincia di Catania risulta essere l’aerostazione “Filippo Eredia” di Catania-Fontanarossa, situato a circa 18 Km da Aci Bonaccorsi. Da esso possibili collegamenti quotidiani con tutte le principali località italiane e internazionali.

 

Distanze chilometriche dai principali luoghi:

DISTANZE DA ACI BONACCORSI:

§        ACI CASTELLO  KM 9.3

§        ACIREALE  KM 7.1

§        ACI S. ANTONIO  KM 2.3

§        ADRANO  KM 31.9

§        BELPASSO  KM 12.4

§        BIANCAVILLA  KM 28.7

§        BRONTE  KM 48

§        CALTAGIRONE   KM 81.4

§        CATANIA  KM 14

§        FIUMEFREDDO  KM 27.8

§        GIARRE  KM 18.2

§        LINGUAGLOSSA  KM 33.1

§        MALETTO  KM 53.7

§        MANIACE  KM 60.2

§        MASCALUCIA   KM 7

§        NICOLOSI  KM 9.2

§        RANDAZZO  KM 64.6

§        RIPOSTO  KM 20.2

§        S. ALFIO  KM 20.6

§        TRECASTAGNI  KM 4.2

§        VALVERDE  KM 3.4

§        VIAGRANDE  KM 2

§        VIZZINI  KM 70.6

§        ZAFFERANA ETNEA  KM 11.8

 

Servizio trasporti

Autobus: fermate linea AST e linea Etna trasporti: piazza della Regione, via Garibaldi (vicino Teatro Comunale);

 

Servizi Utili:

Pro Loco: via Etna 33, tel. 095/7890994, fax 095/7899287, email proloco@box.it

Municipio: piazza della Regione, tel.095-7899001

Carabinieri: Comando di Viagrande, via Aldo Moro, tel. 095-7891005

Farmacia: Portale omeopatia, dermocosmesi, veterinaria, via Garibaldi 21, tel.095-7899269

Guardia medica: via Garibaldi 44, tel.095-7899013

Ospedale: Acireale, tel.095-7677023;

                          Cannizzaro, tel.095-7262202

Poste e telecomunicazioni:  via Etna 32, tel.095-7899075

Vigili Urbani:  presso la sede comunale, tel.095-7899349

Vigili del fuoco: Acireale,tel.095-604022; 095-7632211

 

Strutture pubbliche e private:

Impianti sportivi:

PUBBLICI: campo da calcio; campo di calcetto; centro Polivalente; palestra comunale presso Scuola elementare “Maria Boschetti Alberti”

PRIVATI: Centro Sportivo Karatè via stadio 24, tel. 095-7899167; Associazione sportiva di pallavolo; Scuola Calcio “S. Domenico Savio”;

Negozi: Azienda Caprina via Francesco Crispi;    

Cartoleria  oggettistica “Smile”, via Vittorio Veneto  19, tel. e fax 095-7899256;

Profumeria, articoli da regalo, argenteria   “Gierre” via Etna;

“Atelier” abiti da sposa e cerimonia di Lucia Giappino, tel. e fax 095-7890203;

Abbigliamento uomo donna, corredo e tendaggi di Massimino, via Vittorio Veneto 75, tel.095-7894291;

Teatro: Teatro comunale “Leonardo Sciascia”, via Garibaldi 44. Conta 340 posti.

Centri giovanili: Associazione cattolica, Schola Cantorum,

 

Beni culturali

Chiese: Aci Bonaccorsi ha edificato molti templi al culto cattolico. Infatti oggi se ne contano cinque, oltre due cappelle interne di due collegi, rispettivamente: delle Suore Canossiane e delle Suore della Divina Provvidenza. Le Chiese sono così intitolate: S. Maria della Consolazione (Piazza Bellini), S. Lucia (quartiere Battiati), S. Stefano, oggi S. Maria delle Grazie (Pauloti),  S. Maria  della Lavina (Lavina), S. Maria dell’Indirizzo, (la Chiesa Madre). Esisteva un’altra chiesetta fra le più antiche del comune,nel quartiere Sciara, intitolata a S. Apollonia; detta chiesa è crollata, non vi è alcuna traccia.

Chiesa Madre: la Chiesa Madre sita al centro del comune, dedicata alla Madonna dell’Indirizzo e successivamente al compatrono S. Stefano Protomartire. L’erezioni di detto tempio risale ai primi anni del 1500 dopo l’eruzione del 1444 che distrusse il comune di Aci Bonaccorsi. In antico la chiesa presentava una sola navata, con le pareti interamente affrescate, come si è potuto rilevare,  per caso,in occasione di recenti restauri. Gli altari erano 5, di cui 4 laterali e uno maggiore. Nel tempio si trovano delle lapidi che illuminano un poco sulle vicende e i fatti remoti interessanti la storia di esso e del comune. La navata maggiore venne rifatta verso il 1800 e venne costruita dentro un’altra chiesa dalle splendide e armoniose forme architettoniche che si possono ammirare oggi.       Verso il 1870 la chiesa Madre venne ampliata, costruita l’ala del sacramento e il campanile. La chiesa subì gravi danni con il terremoto del 1908 e fu riparata dai fedeli. Nel complesso l’attuale stile architettonico della chiesa è romanico, con note barocche nell’insieme decorativo. La chiesa è dotata di un discreto organo, costruito nel 1907. Il campanile ospita sei campane. La chiesa non possiede opere d’arte: tra i suoi quadri collocati sugli altari delle navate laterali sono da ammirare quello del Patrono, d’autore ignoto, che risale al 1600 e il quadro dell’Annunziata, opera pittorica pregevole di Vincenzo Sciuto del 1793. La chiesa di Aci Bonaccorsi fu elevata a parrocchia vicaria nel 1588, venne consacrata nell’anno 1912 ed elevata ad arcipretura nel 1931. La chiesa possiede dei ricchi parati per i sacri riti.

Chiesa della Madonna della Consolazione o di S. Antonio Abate: Si trova nell’antica piazza principale del comune e secondo una data collocata su una lapide all’esterno para risalga all’anno 1000. L’interno è affrescato con pitture, raffiguranti i dodici apostoli e alcune scene del Nuovo Testamento. Nella bella abside romanica i dipinti raffigurano scene della Resurrezione. Una balaustra di legno scolpita finemente e di antichissima data recinge il coro. L’altare maggiore e i due laterali sono di legno, riccamente scolpiti, i gradini di pietra lavica e il pavimento della chiesetta è di mattoni di terracotta di forma esagonale. Pregevoli sono i quadri dei due altari laterali raffiguranti uno S Antonio e l’altro il Cristo Risorto. Una grande lapide tombale è collocata al centro della chiesa. La facciata è decorata da un ricco portale in pietra lavica , con rilievi ornamentali del ХVΙΙ secolo. Il piccolo campanile è di stile arabo-normanno.

La Chiesa di S. Lucia: Costruita verso il 1500 e ricostruita dalle fondamenta con la stessa architettura interna della chiesa Madre nel 1820. Nella chiesetta vi sono un bellissimo quadro in tele della Madonna del buon consiglio,d’autore ignoto, una cappella marmorea, un organo antichissimo e dei ricchi parati per la messa.

La Chiesa della Madonna delle Grazie: sita nel quartiere Pauloti, edificata verso il 1500, ricostruita e restaurata in diverse epoche. Si venera una bellissima statua della Madonna delle Grazie in legno.

La Chiesa di S. Maria della Lavina: La chiesa prende il titolo da una immagina di Maria Bambina, dipinta su una lastra di pietra. Quando un’eruzione dell’Etna nel 1408 distrusse questa contrada gli abitanti, scampati dall’eruzione, manifestarono un culto speciale a questa immagine, che venne collocata in un piccolo sacello aperto all’incrocio dei tre comuni di Aci Bonaccorsi, Aci S. Antonio e Viagrande. Con le offerte ricavate dai pellegrini e dagli abitanti dei paesi vicini un’eremita riuscì a costruire la prima cappella. 

Castello Bonaccorso: L’edificio, risalente al 1570,  appartiene alla famiglia dei Bonaccorso. Fu restaurato tra gli anni '60 e '70. Le torri di sinistra del castello riecheggiano lo stile feudale ghibellino nordico, mentre quelle di destra, lo stile arabo-normanno.

 

Monumenti

La Fontana esoterica astrologica: simboleggia due entità angeliche, uno portatore di pesci-era XX secolo-e l’altro una brocca che rovescia acqua purificando sul mondo-acquario XXX secolo. Si nota il simbolo dell’ANK, la croce egizia portatrice di vita e rigenerazione.

Fontana del Castello: Eseguita da S. Contarino nel 1952, questa fontana, con il Castello di Aci e i tre faraglioni, riproduce lo stemma del Comune di Aci Bonaccorsi e degli altri "Aci".

Biblioteca:  Via Etna n.34, al secondo piano.  Si trova presso la sede del vecchio edificio comunale, fornita di numerosi  testi narrativi e di consulto. Presenta anche molti testi in lingua originale e varie riviste. Dotata di confortevole aule studio.

Palazzo Cutore: Palazzo Cutore-Recupero (situato di fronte la Chiesa Madre), dalla elegante facciata resa interessante dall’ uso congiunto della pietra lavica etnea e di quella bianca di Siracusa. Nella sua parte interna il Palazzo ingloba un palmento tipicamente etneo. Costituisce un significativo esempio di architettura locale del  XVIII sec. , dichiarato d’interesse storico-artistico. Caratteristico è l’altarino posto al piano terra dell’edificio . Sulla parte centrale dell’altarino sono scolpiti due angioletti con raggiera dello Spirito Santo. All’interno della struttura vi sono dipinti e affreschi sacri oggi sbiaditi in molte parti. Da diversi anni l’edificio è stato acquistato dal comune che ne ha fatto la sede di servizi per la cittadinanza; oggi sede della Pro Loco.

Parchi: Aci Bonaccorsi offre una grande presenza di verde pubblico e privato che fanno del paese una deliziosa cittadina di villeggiatura,oltre che una splendida veduta dell’imponente Mongibello. In particolare segnaliamo la Villa Comunale situata al centro del paese, restaurata di recente.Presenta una  ricca vegetazione di palmizi(Cocus, Phoenix, Washington, Chamaerops). Articolata con diversi vialetti realizzati con pavimentazione mista(monostrato vulcanico e porfido). Sono presenti all’interno della villa una fontana artistica e un monumento ai Caduti.

Una piccola pineta si trova sulla via principale, luogo di ritrovo per i villeggianti e bambini, in quanto dotata di parco giochi, chiosco ed edicola.

Aci Bonaccorsi per la sua aria salubre ed il fresco clima è meta estiva cara a molti villeggianti.

 

Feste tradizionali e Manifestazioni

Civili: 

·        “Festa di Primavera”  Nata nel 1990, è ancora oggi un’attività che caratterizza gli aspetti commerciali e produttivi del paese, rendendo protagonisti gli operatori locali. La manifestazione si articola in diversi appuntamenti che vanno dalla seconda metà d’aprile e la prima metà di maggio. La prima domenica è dedicata alla Sagra della ricotta e dei formaggi tipici siciliani”, durante la giornata sono incluse varie degustazioni di prodotti caseari, dolci e piatti tipici. In particolare quest’anno la Pro Loco ha proposto ai visitatori la degustazione di un primo piatto: “la pasta con la ricotta”. Nel corso del pomeriggio si può assistere alla sfilata dei carretti siciliani nonché alla preparazione delle mozzarella. La seconda domenica, in coincidenza con la festa della mamma, è dedicata alla “Mostra-mercato di piante e fiori”, una sorta di tuffo nel verde, creata con grande maestria dai vivaisti locali. L’intera giornata verte su manifestazioni a sfondo ecologico che tendono a sensibilizzare i cittadini alla difesa e al rispetto dell’ambiente; presenti infatti i gruppi WWF e Fare Verde. La giornata prevede un’estemporanea di pittura, con premiazione finale; una gara d’aquiloni, che suscita entusiasmo in particolare tra i giovani; nel pomeriggio una passerella d’auto d’epoca, che ha rinverdito gli entusiasmi degli appassionati, accompagnata da esibizioni di gruppi musicali folcloristici e dal lancio di palloni aerostatici.

·        “Festival dei fuochi d’artificio” sorto nel 1990, si ripete da 14 anni il 2 agosto, vigilia della festa del patrono. Nasce come iniziativa al fine di promuovere un’immagine del Comune di Aci Bonaccorsi, valorizzando una tradizione centenaria di questa piccola comunità, che tuttavia si è distinta nell’organizzare colossali spettacoli di quest’arte. Vengono invitati, ogni anno, diversi maestri pirotecnici che gareggiano contendendosi il trofeo. La gara consiste nello sparo di due bombe da tiro di giorno, seguito poi nella serata da uno spettacolo composto da cinque bombe da tiro e da un finale libero per ciascun pirotecnico.  A giudicare è chiamata una giuria di esperti in materia, da un rappresentante dell’ ”Associazione pirotecnici italiani” e da un rappresentante delle forze armate. Il premio consiste nella consegna di un trofeo e di una somma in denaro. Inoltre il vincitore avrà diritto ad essere invitato all’edizione dell’anno successivo. Ogni anno il festival ad Aci Bonaccorsi raccoglie più di 50000 presenze, operando una sintesi tra storia e cultura popolare. L’organizzazione dell’evento Festival Nazionale, pensato alla luce di un’impostazione di marketing territoriale e l’internazionalizzazione dell’immagine del paese.

Religiose:

·        “Festa di Santo Stefano”  è una tradizione che si rinnova di anno in anno. I Bonaccorsesi,  nel rispetto della tradizione e con immutata devozione,  festeggiano il loro protettore due volte l’anno: il 26 dicembre e il 3 agosto. I festeggiamenti estivi si svolgono con maggior sfarzo perché la stagione lo permette. é prevista la presenza del Vescovo che presiederà il pontificale, preceduto dalla traslazione del simulacro  del Santo all’altare maggiore, durante il quale il popolo presente in chiesa, esegue l’inno in onore del Patrono. Nel pomeriggio diversi complessi bandistici echeggiano per le vie del centro, creando un’atmosfera gioiosa di festa. Recentemente è riemersa tra gli abitanti l’antica tradizione dello scontro dei “partiti” tra i quartieri Battiati e Piazza. I quali si adoperano per la riuscita della migliore esibizione che consiste in una sfilata animata da giochi di luce, inni e decorazioni. Il fercolo percorre tutte le vie del paese, il giro dura parecchie ore; molto atteso è l’ingresso trionfale in piazza Bellini, dove non mancano i tradizionali fuochi d’artificio.

 

Attività organizzate dalla Pro Loco: La Pro Loco è il braccio operativo delle amministrazioni Comunali, promotrice di eventi culturali e turistici del territorio, tanto da risultare un prezioso e grande aiuto per l’intero paese. Sono numerose le attività che vedono attivamente partecipe l’associazione durante l’anno. Tra le più importanti ricordiamo:

§        il Carnevale, i soci della Pro Loco si mobilitano per la realizzazione dei  carri allegorici, da sfilare al seguito dei diversi gruppi mascherati con premiazione finale .Durante il periodo carnevalesco si organizzano giochi e degustazioni dei piatti tipici,quali maccheroni e salsiccia.

§        La Rassegna Cinematografica sotto le stelle,che si svolge nei cortili di palazzo Cutore durante il mese di luglio. Prevede proiezioni sia di alcuni film della stagione invernale,  sia vecchi classici, che pellicole adatte ai più piccoli.

§        La  Passeggiata in bicicletta organizzata nel mese di settembre coinvolge i cittadini in un tour per le vie del paese che si conclude con una caccia al tesoro che si svolge in gruppi e vede coinvolti molti cittadini.

§         La Festa di San Martino, 11 novembre, che prevede il primo assaggio del vino accompagnato da caldarroste e salsiccia e la preparazione della mostarda.

§         Presepe Da decenni la Pro Loco si è distinta in campo regionale nella realizzazione di presepi in carta pesta,che per la loro originalità, per il particolare riferimento all’architettura e al paesaggio, ha ricevuto numerosi Premi Presepistici Regionali. In un magico scenario naturale (cortile di Palazzo Cutore) e in piena sinergia tra Pro Loco e abitanti di Aci Bonaccorsi si è messa in opera, durante le festività natalizie 2003/2004, la rappresentazione della prima edizione del “Presepe Vivente”, con un allestimento che in tutte le sue espressioni, dalla scelta dei luoghi deputati alle scene, dai costumi alle musiche, dagli odori ai sapori, ha rispettato ed è stato fedele all’atmosfera d’armonia e semplicità che si respirava ai tempi di Gesù. L’evento è stato recepito e vissuto da tutta la collettività con grande gioia e partecipazione, preannunziando altre edizioni per gli anni futuri.

Artigianato:  il paese conta diverse botteghe di falegnameria. Da ricordare, l’attività fiorente e redditizia della produzione della cera, venuta meno con l’avvento dell’energia elettrica.

Dolci tipici: “Mastazzola” dolci farciti con vino cotto;

“Cassatelle” dolci realizzati con ricotta;

“Zeppole di riso” un impasto di riso guarnito con del miele caldo;

“Fajuna” frittelle con all’interno ricotta;

“Cotognata” confettura di mele cotogne;

“Mostarda” d’uva, fichi, e altra frutta, realizzata secondo antichi procedimenti di cottura.

Prodotti tipici: Da una secolare esperienza nel campo dell’allevamento e della produzione di prodotti caseari,Aci Bonaccorsi propone da sempre i migliori formaggi e latticini.Tipica la produzione di ricotta salata e al forno.

 

Attività ricettive

§        La Cascina, ristorante  tipico,ricevimenti, banchetti. Offre oltre ai piatti della gastronomia classica, anche le specialità tipiche mediterranee. Via Pauloti 45.  Tel.095/7902011.  Chiuso il lunedì.

§        Slow & Quick ristorante,  pub,  paninoteca, fast –food, pizzeria , cucina tipica siciliana, gelateria, bar, tavola calda, sala da tè, video music. Via Garibaldi 42/A. Tel 095-7899804.Chiuso il giovedì.

§        Sala Tiffany ricevimenti, banchetti, catering. Via Pauloti  Tel.095/7899913

 

Posti letto

Bed & Breakfast “ Rose House’s”  Via Garibaldi 96. Tel.e Fax 095/7899056. 18 posti letto, posto auto.  Sito Internet www.tiscali.it/rosehouses/  

 

 
 
   
   
   
       
 
 

Pro Loco Viagrande

 
 Area Riservata  
 
Engineered byIng. Alessio Sorbello   Alessio Sorbello              Copyright ©  2004

  alessio.sorbello@gmail.com