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        Viagrande è un piccolo paese etneo che si trova a circa 410,05 m. sul mare e ha un’estensione di 10,05 kmq. Il paese conta una popolazione di 7035 abitanti  che nel periodo estivo si raddoppiano grazie alla tranquillità e alle temperature più fresche che regala ai suoi abitanti e che richiamano gli abitanti delle città più caotiche e calde. Dista 13 km da Catania e 5 km da Acireale e può essere raggiunto dall’autostrada A18 Messina – Catania (uscita Acireale) Tangenziale  ovest (uscita Gravina) stazione centrale di Acireale, aeroporto Fontanarossa di Catania, grazie alle linee di trasporto degli autobus (AST e Etna  Trasporti).

Cenni storici

Le prime notizie su Viagrande risalgono al 1124 quando ancora Viagrande era conosciuto per soli quartieri di Villalori e Vilardi ( attualmente sono chiamate Viscalori e Velardi): a quella data , infatti risale la costruzione della prima chiesa. A oartire dal XII secolo le due borgate, separate l’una dall’altra e abitate da catanesi e acesi , continuano a svilupparsi in modo lento ma continuo nonostante l’eruzione del 1408. Fu solo nel secolo successivo che cominciarono a delinearsi due vie principali: la Via Regia, l’antica strada che collegava Catania con Messina, e una strada che collegava l’Etna con il mare, passando per Aci S. Antonio, Aci Catena e Acireale. È in quelle vicinanze che si trovava già dal 1574, secondo le testimonianze, la prima chiesa madre di Viagrande dedicata alla Madonna dell’Idria. In seguito la chiesa fu ampliata per far fronte al numero sempre maggiore di fedeli. Purtroppo sei anni dopo, nel 1693, il terribile terremoto che colpì la Sicilia orientale la rase al suolo. I lavori di ricostruzione furono ben presto avviati e quasi contemporaneamente sorse un dibattito fra due diverse fazioni a proposito del luogo dove si sarebbe dovuta ricostruire la chiesa. Alla fine la chiesa della Madonna dell’Idria fu ricostruita dove si trova ancora oggi, cioè in Piazza San Mauro.

Verso la fine del XVI secolo Viagrande era già diventato un centro abitato consolidato, sviluppatosi soprattutto verso Nord, sull’antica Via Regia, e in direzione Est-Ovest, lungo la strada che portava ad Acireale. Durante i secoli XVII e XVIII Viagrande continua ad essere un centro agricolo del territorio etneo.

Il potere è in mano alla nobiltà fin dal momento in cui nel 1641 re Filippo IV di Spagna nomina principe Domenico Di Giovanni, assegnandogli le terre di Viagrande, Trecastagni e Pedara. Durante i moti rivoluzionari dell’800 Viagrande entra nella storia e subisce le persecuzioni di polizia dovute alla restaurazione del potere borbonico. Allo sbarco dei Mille, avvenuto nel 1860, parteciparono anche dei giovani di Viagrande, i quali contribuirono alla liberazione di Catania. Da allora Viagrande è un tranquillo e ordinato paese, meta di villeggiatura di tante famiglie catanesi.

Beni culturali

Viagrande è ricca di beni culturali ma che essendo di proprietà privata non è possibile visitare. Esempio più eclatante sono i numerosi palazzi in stile barocco che sono presenti sul territorio e che non possono essere visitate essendo di proprietà privata.In generale si può notare che le case come le strade sono tutte costruite utilizzando la pietra lavica proveniente dal nostro vulcano, altra cosa caratteristica e il colore rosa delle case che sono presenti soprattutto nelle strade del centro urbano.

 LE VILLE DI VIAGRANDE

Viagrande sorge sull’antica Via Regia che da Catania conduceva a Messina e da Acireale ad Adrano ed Enna per poi proseguire fino a Palermo. Data la sua posizione, divenne ben presto il centro etneo dove s’incrementò, ed ebbe inizio, un notevole sviluppo commerciale della zona etnea. Sull’asse della Via Regia sorse il centro del paese e con esso le meravigliose ville dei notabili e dei patrizi che con la loro mole dominano la scena architettonica del paese. In periferia, venendo da S. Giovanni La Punta, abbiamo Villa Battiato e Villa Ardizzone, della fine dell’Ottocento; all’entrata del paese vi è la Villa Majorana, della fine del Settecento, con i bei balconi barocchi nel prospetto. Villa Carcaci, poi passata per eredità al principe Turrisi Grifeo di Partanna, fu fatta costruire nel 1700: sull’arco, che sostiene la scala a tenaglia in pietra lavica con corte ad U, si legge “anno 1735”. Il prospetto è chiuso da quel che resta dei due bastioni in pietra lavica, il che fa presumere che ci fosse una costruzione precedente più antica. Nelle vicinanze sorgeva la chiesetta dell’Annunziata, eretta nel 1124 sotto il vescovo Maurizio di Catania: da lì prese vita il quartiere più antico di Viagrande. Acquistata dal Comune negli anni ’70, la villa si trova oggi in uno stato di abbandono totale. Una delle passate amministrazioni ne aveva predisposto il restauro, ma dopo tutti questi anni non è mai stato iniziato. Di fronte a Villa Carcaci si erge la Villa Toscano Paternò Castello: risalente al 1800, è di stile neoclassico e all’interno conserva un bel giardino impreziosito da opere antiquarie. Più avanti, all’incrocio tra via Garibaldi (Via Regia) e via Mirone, si trova Villa Mirone Deodato. Costruita su una preesistente casa del 1700, fu edificata negli anni ’20 in puro stile liberty dall’architetto Francesco Fichera, al quale si deve anche il campanile della Chiesa Madre. Il prospetto è sormontato, all’angolo fra le due vie, da una loggetta chiusa da vetri e, prima della sua demolizione, da un’elegante merlatura che rendeva l’edificio unico nel suo genere (l’ignoranza, che non conosce confini, invece di consolidare e restaurare la merlatura, ha preferito demolirla, rendendo il monumento mozzo nel prospetto). All’interno si trova un bel giardino con disegni di ciottoli bianchi e neri. Villa Mirone è la classica residenza estiva, in quanto all’interno si trova un bellissimo parco con alberi secolari. Poco distante da Villa Mirone sorge la Villa del principe Manganelli Paternò Asmundo: fu realizzata nel 1800 dall’architetto Carlo Sada, il quale all’epoca lavorava alla costruzione del Teatro Massimo Bellini di Catania. La villa in origine era composta da due costruzioni: quella centrale, residenza del principe e della sua famiglia, e quella delle scuderie (oggi proprietà Privitera) dove risiedeva la servitù. La residenza del principe ha un bel prospetto in stile neoclassico, composito con un bellissimo parco pieno di piante secolari ed esotiche. Oggi la villa appartiene al Cavalier Avv. Lorenzo Pitanza, il quale l’ha restaurata riportandola all’antico splendore, con l’apporto di opere d’arte. In periferia, sempre sulla stessa via, si ergono: Villa De Mattei, Villa del Barone Recupero (ha un bellissimo ingresso con le carraie in pietra lavica), Villa Scammacca (oggi sede di una comunità di giovani in difficoltà), ingentilita nel prospetto che da sulla strada da cinque bellissimi archi. All’interno si trova un bel giardino. In via Velardi si trova Villa Motta: in origine convento dei gesuiti, nel prospetto ha una bellissima scala a tenaglia; la costruzione, insieme alla Chiesa Madre, è attribuita all’architetto Giambattista Vaccarini che operò nella Catania post terremoto (1699). Sulla collina di Viscalori abbiamo: Villa Paternò Raddusa con annesso giardino. La villa riproduce fedelmente il cottage inglese dell’Ottocento. Villa Sambataro, del 1700, ha un bellissimo portale in pietra lavica. Villa Mangano. Villa Sorbello (1700), con annessa chiesetta dell’Annunziata: all’interno vi sono degli affreschi settecenteschi. Villa Libertini (1800). Da questa rapida carrellata, si evince che Viagrande possiede, da sola, la maggior parte delle più belle ville della zona etnea, le quali, insieme alla Chiesa Madre, meritano di essere inserite negli itinerari turistici.

Queste informazioni sono state fornite dal sig. Giuseppe Nicolosi di Viagrande.

Le chiese

Grande rilievo assumono le numerose chiese che sono presenti sul territorio anch’esse caratteristiche dei paesi etnei. A Viagrande le più importanti sono: 

  

Parrocchia S. Maria Dell’Idria (o dell’Itria) piazza S. Mauro, Parroco Don Alfio Bonanno tel. 095/7894519. situata nella piazza principale del paese, fu edificata dopo il parziale crollo della Chiesa Madre, dovuto al sisma del 1693. La cupola, costruita su un tamburo ottagonale, risale al 1860. Il terremoto di Messina del 1908 danneggiò le strutture dell’edificio al punto che si dovette restaurarlo completamente. Tra il 1916 e il 1924 l’architetto Fichera progettò l’attuale campanile. La chiesa ha pianta a croce latina a tre navate e all’interno è decorata con stucchi contemporanei alla ricostruzione. Gli altari sono di gran pregio, soprattutto quelli della navata destra. La facciata, suddivisa da tre portali, contiene elementi in pietra lavica, come ad esempio le colonne che si trovano ai lati dei portali e le finestre rotonde che si trovano al di sopra dei portali laterali.
Chiesa di S. Biagio. La chiesa, che si trova nella piazza principale della frazione di Viscalori, sembra essere in armonia con l’architettura dei palazzi che la circondano. Fu eretta come collegiata nel 1831, tuttavia la struttura della chiesa lascia intendere che sia sorta al posto di una chiesa che aveva le stesse dimensioni. Probabilmente il terremoto del 1693 la danneggiò, fu provvisoriamente restaurata e fu edificata nel secolo successivo. Ha pianta ovoidale, con presbiterio absidato e si eleva su un’ampia scalinata. È suddivisa da tre fasce su piani diversi: al centro quattro paraste sostengono un’architrave che si conclude in alto con un frontespizio triangolare privo di decorazioni. Nelle fasce laterali si possono notare una nicchia rettangolare, un frontespizio semicircolare e un motivo decorato ad anello. Lo spazio superiore ha una fascia su ciascun lato, un motivo decorativo a catenaria e un orologio. Al centro il prospetto ha un muro che ha una monofora circolare murata e una targa in marmo. La cella campanaria, costituita da tre monofore, viene divisa dal prospetto da una cornice poco sporgente.

 
 

Chiesa Madonna di Lourdes. Si trova lungo la strada che porta da Viagrande a Trecastagni. Probabilmente costruita nel 1691, fu danneggiata dal terremoto del 1693 e fu ricostruita, forse nel XVIII secolo. Negli anni ’50 fu dedicata alla Madonna di Lourdes. La planimetria della chiesa subì diverse modifiche; il prospetto attuale risale al XIX secolo: composto da una sola navata, è delimitato ai lati da paraste con capitelli ionici e da un timpano triangolare. Al centro vi è il portale d’ingresso sormontato da un timpano semicircolare ad arco ribassato. Nella parte superiore della facciata vi è una finestra tonda. Di rilievo ai lati della chiesa è il secondo portale che contribuisce all’illuminazione interna della chiesa e la torre campanaria a due celle.

 
 

Chiesa di Santa Caterina. La Chiesa si trova nella via principale del paese. In passato l’edificio si legava alle abitazioni vicine tramite l’elemento comune della pietra lavica oggi non più esistente in quanto coperta dall’asfalto. L’edificio attuale risale sicuramente al XVII secolo anche se già nel 1633 esisteva già una chiesa dedicata a Santa Caterina. Il prospetto è piuttosto semplice ed è diviso in due ordini: il primo, ai quali lati ci sono due semplici lesene, ha al centro un portale architravato; il secondo, diviso dal primo da un frontespizio triangolare, è destinato alla cella campanaria, costituita da un alto basamento sul quale vi sono due monofore con arco a tutto sesto. In fondo  si trova una cornice poco aggettante e un frontespizio triangolare. La parte laterale della chiesa è interrotta da un portale architravato e da finestre ad arco ribassato.
 

 

 Chiesa Santa Maria dell’indirizzo. Distrutta nel 1982, la piccola chiesa dedicata a Santa Maria dell’indirizzo era da tempo ridotta a ricettacolo d’immondizie, ma poteva essere recuperata e restaurata. Si trovava sulla strada provinciale che collega Viagrande a Trecastagni. Era in stile rurale, molto semplice, senza decorazioni esterne, ma comunque molto pittoresca.

 

Parchi naturalistici

Viagrande offre ampie possibilità anche dal punto di vista naturalistico in quanto è possibile visitare il parco Monteserra all’interno del quale si trova La casa delle Farfalle, che è una delle più grandi d’Italia, e vivere un giorno a contatto con  la natura grazie ai vari servizi che esso offre: infatti all’interno del parco è possibile fare picnic nelle apposite aree attrezzate. Inoltre è possibile visitare  la villa comunale all’interno della quale si trova un vecchio palmento ancora in ottime condizioni, utilizzato nella manifestazione autunnale della “Vendemmia” per la dimostrazione di come avveniva la cosiddetta “Pistatina dell’uva”.

Viagrande – Villa Comunale

Foto gentilmente concessa dal sig. Angelo Berretti

Viagrande – Villa Comunale

Vista del palmento

Foto gentilmente concessa dal sig. Angelo Berretti

Popolazione: 7035 abitanti circa

Altitudine: 410 m. sul livello del mare

Estensione: 10,05 kmq

Distanze chilometriche dai principali luoghi

Catania: 13 km circa

Acireale: 5 km

 
 
   
   
   
       
 
 

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